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Lot 0709

*BOTTEGA DEI FRATELLI FALCINI (attr. a)

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*BOTTEGA DEI FRATELLI FALCINI (attr. a)
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Description
PIANO DI TAVOLO IMPIALLACCIATO IN LEGNI VARI, MADREPERLA E AVORIO, XIX SECOLO
ottagonale a vela, interamente intarsiato a motivo floreale policromo e centrato da riserva circolare con rosone polilobato, supporto tornito su tre piedi mossi terminanti a ricciolo- usure, alcune rotture, mancanze, restauri, leggermente imbarcato con screpolatura al centro
Il piano, alt. cm 4, diam. cm 92
Il tavolo, alt. cm 75
A VARIOUS WOOD, MOTHER-OF-PEARL AND IVORY TABLE TOP, 19TH CENTURY- WEAR, SOME DAMAGES AND LOSSES, RESTORATIONS, TOP DAMAGED
Questo arredo è caratterizzato dall'alta qualità del decoro, di un fitto ma ordinato intarsio floreale, evidente nell'assoluta precisione nel taglio e nell'accostamento dei vari materiali (legni chiari, colorati e tinti, avorio, madreperla), disposti sul fondo in ebano nero: tutti elementi che consentono di suggerire, pur se in modo prudenziale, una sua attribuzione alla bottega dei fratelli Falcini.
Diretto da Luigi (Campi, 1794 - Firenze, 1861) e Angiolo (Campi, 1801 - Firenze, 1850), questo laboratorio fu attivo a Firenze dalla metà degli anni '30 dell'Ottocento e poi per buona parte del secolo (notizie fino al 1882 circa): fornirà arredi per grandi committenti, per lo più cittadini, prendendo parte inoltre a diverse esposizioni e mostre sia nazionali che all'estero (sull'attività dei Falcini si veda tra gli altri E. Colle, 'Il mobile dell?Ottocento in Italia', Milano 2007, pag. 190 passim).
Un buon numero delle opere dei Falcini è stato studiato da Alvar González-Palacios prima ('Il Tempio del Gusto, il Granducato di Toscana e gli stati settentrionali', Milano 1986, ad vocem), e da Simone Chiarugi poi ('Botteghe di mobilieri in Toscana, 1790 ? 1900', Firenze 1994, ad vocem).
Tra i diversi arredi noti, andrà ricordato un tavolino intarsiato (del solo Luigi), presentato nel 1836 all'Accademia di Belle Arti di Firenze (Gonzàlez-Palacios, op. cit., I, pag. 181- Chiarugi, op. cit., pag. 464) e probabilmente acquistato direttamente dal granduca Leopoldo II, come riportato in un mandato di pagamento della Guardaroba per 'un tavolino d'ebano con ornati d'intarsio chiaro e scuro...' (Chiarugi, ivi, nota 8)- una serie di quattro tavolini per il principe Anatolio Demidoff (poi inseriti nel 1969 nella vendita all'asta fiorentina della collezione Demidoff ) due dei quali rettangolari (Gonzàlez-Palacios, op. cit., I, pag. 181- Chiarugi, op. cit., pagg. 194-463, note 2 e 4, figg. 241-242), poi acquistati dal Museo d'Arte Moderna di Firenze e ora conservati nella sala della Galleria dedicata alla famiglia Demidoff. Ma per un confronto ancor più stringente con il nostro tavolo, si guardi al piano ottagonale (Chiarugi, op. cit., pag. 195, fig. 243) che, seppur con minime differenze sopratutto nella cornice senza intarsi, presenta il medesimo schema decorativo.
Buyer's Premium
  • 30%

*BOTTEGA DEI FRATELLI FALCINI (attr. a)

Estimate €6,000 - €8,000
Sep 20, 2018
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Wannenes - Art Auction

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0709: *BOTTEGA DEI FRATELLI FALCINI (attr. a)

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Est. €6,000 - €8,000Starting Price €6,000
CARLOTTA CATTANEO ADORNO
Sep 20, 2018 3:30 AM EDT
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Lot 0709 Details

Description
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PIANO DI TAVOLO IMPIALLACCIATO IN LEGNI VARI, MADREPERLA E AVORIO, XIX SECOLO
ottagonale a vela, interamente intarsiato a motivo floreale policromo e centrato da riserva circolare con rosone polilobato, supporto tornito su tre piedi mossi terminanti a ricciolo- usure, alcune rotture, mancanze, restauri, leggermente imbarcato con screpolatura al centro
Il piano, alt. cm 4, diam. cm 92
Il tavolo, alt. cm 75
A VARIOUS WOOD, MOTHER-OF-PEARL AND IVORY TABLE TOP, 19TH CENTURY- WEAR, SOME DAMAGES AND LOSSES, RESTORATIONS, TOP DAMAGED
Questo arredo è caratterizzato dall'alta qualità del decoro, di un fitto ma ordinato intarsio floreale, evidente nell'assoluta precisione nel taglio e nell'accostamento dei vari materiali (legni chiari, colorati e tinti, avorio, madreperla), disposti sul fondo in ebano nero: tutti elementi che consentono di suggerire, pur se in modo prudenziale, una sua attribuzione alla bottega dei fratelli Falcini.
Diretto da Luigi (Campi, 1794 - Firenze, 1861) e Angiolo (Campi, 1801 - Firenze, 1850), questo laboratorio fu attivo a Firenze dalla metà degli anni '30 dell'Ottocento e poi per buona parte del secolo (notizie fino al 1882 circa): fornirà arredi per grandi committenti, per lo più cittadini, prendendo parte inoltre a diverse esposizioni e mostre sia nazionali che all'estero (sull'attività dei Falcini si veda tra gli altri E. Colle, 'Il mobile dell?Ottocento in Italia', Milano 2007, pag. 190 passim).
Un buon numero delle opere dei Falcini è stato studiato da Alvar González-Palacios prima ('Il Tempio del Gusto, il Granducato di Toscana e gli stati settentrionali', Milano 1986, ad vocem), e da Simone Chiarugi poi ('Botteghe di mobilieri in Toscana, 1790 ? 1900', Firenze 1994, ad vocem).
Tra i diversi arredi noti, andrà ricordato un tavolino intarsiato (del solo Luigi), presentato nel 1836 all'Accademia di Belle Arti di Firenze (Gonzàlez-Palacios, op. cit., I, pag. 181- Chiarugi, op. cit., pag. 464) e probabilmente acquistato direttamente dal granduca Leopoldo II, come riportato in un mandato di pagamento della Guardaroba per 'un tavolino d'ebano con ornati d'intarsio chiaro e scuro...' (Chiarugi, ivi, nota 8)- una serie di quattro tavolini per il principe Anatolio Demidoff (poi inseriti nel 1969 nella vendita all'asta fiorentina della collezione Demidoff ) due dei quali rettangolari (Gonzàlez-Palacios, op. cit., I, pag. 181- Chiarugi, op. cit., pagg. 194-463, note 2 e 4, figg. 241-242), poi acquistati dal Museo d'Arte Moderna di Firenze e ora conservati nella sala della Galleria dedicata alla famiglia Demidoff. Ma per un confronto ancor più stringente con il nostro tavolo, si guardi al piano ottagonale (Chiarugi, op. cit., pag. 195, fig. 243) che, seppur con minime differenze sopratutto nella cornice senza intarsi, presenta il medesimo schema decorativo.

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